• Stabilimento Balneare Genova Sturla
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GENOVA STURLA (quartiere di Genova)

Sturla (Stūrlā in ligure) č un quartiere di Genova, gią antico borgo di pescatori, quale insieme di piccole cale marinare (Sturla a mare, sulla foce del torrente Sturla, Vernazzola e Boccadasse, quest'ultimo oggi compreso nel limitrofo quartiere di Albaro).

Č situato sul golfo omonimo.
Sturla fa parte del Municipio IX Levante, del quale costituisce l'omonima unitą urbanistica ed ha una popolazione di 8278 abitanti (al 31 dicembre 2010).

Nell'Ottocento il territorio dell'attuale quartiere faceva parte del comune di San Martino d'Albaro, mentre il borgo di Vernazzola era frazione di San Francesco d'Albaro (entrambi questi comuni furono annessi a Genova nel 1874).

Attualmente con il toponimo Sturla viene indicata tutta l'area urbana compresa tra Corso Europa, via Orsini, la sponda destra dello Sturla, dal quale prende il nome, e il mare.

Il quartiere nel corso del Novecento ha conosciuto un'impetuosa espansione edilizia, all'interno della quale sono tuttavia ancora riconoscibili i nuclei originari degli antichi borghi marinari.
I rioni limitrofi sono, ad ovest Albaro; a nord Borgoratti e San Martino; ad est Quarto dei Mille.

Il quartiere ospita il campo sportivo per l'atletica leggera Villa Gentile, e alcune strutture balneari pubbliche e private, compresa una piscina presso la societą Sportiva Sturla.

Tra Sturla e Vernazzola č stato realizzato un depuratore delle acque del sistema fognario urbano. Nel quartiere si trovano diversi istituti scolastici: un asilo nido (intitolato a Nini Corsanego), un asilo infantile (Bartolomeo Chighizola), entrambi sulla via diretta da piazza Sturla a Vernazzola; la scuola primaria intitolata ad Ettore Vernazza, la scuola media Bernardo Strozzi e il liceo scientifico e classico Martin Luther King, realizzato negli anni sessanta del Novecento.

Al sobborgo di Sturla il poeta Vico Faggi, genovese d'adozione, ha dedicato questi versi:

« Una luce, un riflesso.
Quel barbaglio ti fulmina, dal vetro,
e tutto il borgo si ridesta, s’arruffa. [...] »
(da Vico Faggi, Sturla. Mattino)
Fonte: Wikipedia